Oltre i banchi: la 5B trasforma l’assemblea scolastica in uno spazio di inclusione e confronto

Mercoledì 6 maggio il nostro Liceo ha ospitato l’ultima assemblea scolastica dell’anno, una mattinata dedicata al confronto, alla partecipazione e alla cittadinanza attiva. Protagonista dell’iniziativa è stata la classe 5B della Sezione Rondine, che ha presentato il progetto annuale “Solutionary”, sviluppato durante l’intero anno scolastico all’interno del percorso educativo promosso da Rondine Cittadella della Pace.
Il progetto “Solutionary” nasce dall’incontro tra il Metodo Rondine — basato sulla trasformazione creativa del conflitto attraverso il dialogo e la relazione — e il modello educativo “Solutionary”, sviluppato dall’Institute for Humane Education. L’obiettivo del percorso è aiutare gli studenti a osservare criticamente i problemi della società, comprenderne le cause profonde e immaginare soluzioni concrete, sostenibili e inclusive.
All’interno della Sezione Rondine, gli studenti non si limitano quindi a studiare un tema in modo teorico, ma imparano a lavorare come veri e propri “solutionary”: persone capaci di analizzare una problematica reale, individuare i soggetti coinvolti, ascoltare punti di vista diversi e progettare possibili azioni di cambiamento partendo dal proprio contesto quotidiano.

La classe 5B ha scelto di concentrarsi sul tema delle disuguaglianze vissute dagli studenti e dalle studentesse migranti di seconda generazione in Trentino, analizzando le difficoltà sociali e scolastiche che possono influenzarne il percorso educativo, il senso di appartenenza e le opportunità future. Per approfondire il tema, gli studenti hanno svolto una ricerca basata su questionari e testimonianze dirette raccolte tra collaboratori scolastici, uffici, docenti, studenti e famiglie nativi e non. L’indagine ha messo a confronto due sguardi diversi: da una parte, agli studenti nativi è stato chiesto di immaginare le sfide dei propri compagni; dall'altra, gli studenti di seconda generazione hanno preso la parola per raccontare la propria realtà. Ne è emerso un mosaico di testimonianze toccanti sulla costruzione della propria identità e sulla fatica di sentirsi pienamente parte della comunità. Un esempio emblematico è quello di chi, pur essendo nato o cresciuto in Italia, deve fare i conti con il pregiudizio della lingua: ogni minima incertezza viene letta come una mancanza di integrazione, spingendo questi ragazzi a un costante e faticoso sforzo di perfezionismo per dimostrare di 'appartenere' al contesto in cui vivono.
Dal lavoro svolto è emerso come i
l problema coinvolga l’intera comunità scolastica. Le famiglie immigrate possono incontrare ostacoli linguistici e culturali nel rapporto con la scuola, mentre gli studenti di seconda generazione rischiano di sentirsi esclusi o poco rappresentati. Allo stesso tempo, anche studenti, docenti e istituzioni scolastiche perdono l’occasione di confrontarsi con esperienze e prospettive diverse.
La fase conclusiva del progetto ha previsto la ricerca di possibili soluzioni concrete da sviluppare all’interno del contesto scolastico. L’assemblea del 6 maggio è diventata così il momento in cui trasformare la riflessione in azione, attraverso workshop e attività interattive aperte agli studenti del liceo e ad alcune classi delle scuole medie invitate per l’occasione.
Accanto a questo, (giochi da tavolo Tra le attività proposte vi è stato il Dialogo intercu
lturale, dedicato all’ascolto e al confronto sulle esperienze migratorie; i laboratori Dutch origami e Capodanno Cinese, che ha unito creatività e scoperta culturale; il Quiz Show Multiculturale, pensato per avvicinare gli studenti a tradizioni e curiosità di diversi Paesi; e il Gioco di ruolo, che ha permesso ai partecipanti di immedesimarsi nelle difficoltà vissute da un coetaneo di seconda generazione.
Particolare attenzione è stata dedicata anche al tema del linguaggio e dei pregiudizi attraverso il workshop Linguaggio offensivo, che ha invitato gli studenti a riflettere internazionali e) il laboratorio Solutionary poetry ha offerto ulteriori occasioni di incontro, espressione e riflessione.
L’iniziativa ha mostrato concretamente il significato del progetto “Solutionary”: non limitarsi a riconoscere un problema, ma provare a costruire, insieme, uno spazio di maggiore consapevolezza e inclusione. Attraverso il lavoro della 5B, l’assemblea scolastica si è trasformata in un’occasione di ascolto reciproco e partecipazione attiva, confermando come la scuola possa essere un luogo in cui i giovani diventano protagonisti del cambiamento.
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