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29 Maggio 2026

People Power. Proteste che hanno cambiato il mondo
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“People Power. Proteste che hanno cambiato il mondo” è una performance teatrale che attraversa alcune delle più importanti proteste pacifiche della storia contemporanea, mostrando come persone comuni abbiano trasformato il dissenso non violento in cambiamento collettivo.

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Il nostro murales

MURALES3 Nelle ultime settimane, il muro della sala ristoro della nostra scuola ha ospitato un cantiere speciale. Un gruppo di studentesse si è unito per dare vita a un progetto unico: la realizzazione di un murales. Un percorso di creatività e collaborazione che ha cambiato il volto di un’area un po’ noiosa della nostra scuola e che oggi vi raccontiamo nei dettagli.

Tutto è iniziato con la fantastica presenza di Silvia, la ragazza che ci ha guidate e seguite passo dopo passo in questo bellissimo viaggio. Prima di prendere in mano i pennelli per dipingere la parete, abbiamo affrontato una fase di preparazione e di ricerca interiore. Il primo passo è stato un lavoro di collage: sfogliando diverse riviste, abbiamo ritagliato foto, immagini e parole che ci colpivano particolarmente.

Successivamente, questo lavoro si è trasformato in qualcosa di ancora più personale. Ognuna di noi ha infatti creato un proprio leporello, ovvero un piccolo libricino a fisarmonica realizzato unendo e piegando due fogli di carta. Questo strumento è servito a rappresentare la nostra “casa interna”.

Attraverso disegni, foto e ritagli, ognuna ha cercato di descrivere ed esprimere ciò che custodisce dentro di sé: i propri pensieri, le passioni, gli hobby e tutto quel mondo interiore che spesso non si vede da fuori. Poi, prima di passare al muro vero e proprio, abbiamo lavorato molto sul potere del colore e su come le diverse sfumature possano trasmettere emozioni. Sperimentando con le tempere su carta, abbiamo dato vita a una serie di immagini astratte, liberando la fantasia.

MIURALES2 Dopo tutta questa preparazione, siamo finalmente passate alla progettazione vera e propria del murales. Per prima cosa, siamo andate in perlustrazione in giro per la scuola, esplorando i vari spazi alla ricerca del posto perfetto: volevamo una parete speciale, un punto strategico dove chiunque passasse potesse vedere il nostro progetto e fermarsi a guardarlo. Una volta scelta la sala ristoro, ci siamo concentrate sulla parte pratica e sul disegno, confrontandoci su cosa avremmo voluto rappresentare concretamente su quel muro per unire le idee di tutte noi.

  • Il cuore del nostro murales è una prospettiva particolare: degli alberi visti dal basso. L’effetto finale è magico, perché chiunque guardi il disegno ha l’impressione di essere sdraiato su un prato, con lo sguardo rivolto verso il cielo, circondato dalla natura. Per noi questa immagine ha un significato molto profondo. Gli alberi rappresentano qualcosa di familiare, un posto sicuro in cui ognuna di noi può essere interamente se stessa, senza avere paura. Ogni dettaglio ha una sua storia: ad esempio, per una di noi, il colore marrone dei tronchi e del legno evoca l’immagine di una piccola casetta nel bosco, un rifugio protetto e al sicuro da ogni cosa.
  • La seconda cosa che salta subito all’occhio guardando l’opera è la figura di una bambina sull’altalena, appesa al grande albero sulla sinistra. Questa ragazzina simboleggia per noi l’essere se stessi: rappresenta la libertà dai pensieri negativi e la sensazione di trovarsi, finalmente, nel posto giusto. È un’immagine che racconta il bisogno di allontanarsi dalle situazioni tossiche che a volte ci circondano e che, purtroppo, possono nascondersi anche nei luoghi teoricamente più vicini, come la propria casa.

Attraverso questo murales non abbiamo solo colorato una parete, ma abbiamo dato forma alle nostre emozioni. Abbiamo regalato alla scuola un pezzetto del nostro mondo, del nostro bisogno di serenità e di uno spazio sicuro in cui respirare ed essere libere. Oggi, ogni volta che entriamo nella sala ristoro per una pausa o un momento di relax, quel muro non è più solo cemento: è uno specchio dei nostri pensieri e del nostro legame.

Questo percorso ci ha insegnato che l’arte può trasformare gli spazi e dare voce a ciò che spesso teniamo nascosto dentro di noi. Invitiamo tutti i nostri compagni e i professori a fermarsi davanti al murales, anche solo per un istante: speriamo che, guardando quegli alberi e quella bambina sull’altalena, ognuno possa trovare il proprio momento di libertà e sentirsi, proprio come noi, in un posto sicuro.

MURALES1

Elena 2G – Caterina 4H – Denise 3B – Maria 3C – Sofia 2F – Greta D. 2H – Ester 2H – Giulia 2H