Maria Pezzo, da quest’anno dirigente del liceo linguistico di Trento, si presenta in un’intervista

La scuola è un organismo complesso, costituito da persone con ruoli ben precisi, la cui coordinazione ne garantisce il funzionamento corretto ed efficace. Al vertice di questo sistema si trova la figura del dirigente scolastico, le cui competenze consistono nell’accertarsi che ogni compito venga svolto nel migliore dei modi, oltre che nel gestire le risorse finanziarie dell’istituto che dirige.

Nel caso del nostro liceo tale carica è coperta da Maria Pezzo, che ci ha cortesemente dedicato parte del suo tempo per rispondere ad alcune domande riguardanti il suo profilo professionale.

Come è iniziata la sua carriera da dirigente?

Ho insegnato Letteratura Italiana e Latino per vent’anni al liceo scientifico “Galileo Galilei” fino a quando, nel 2007, ho preso parte a un concorso per diventare dirigente scolastico. L’ho vinto e, a partire dal 2008, ho iniziato a esercitare il mio nuovo lavoro. I primi due anni li ho trascorsi a “Rovereto Sud”, istituto comprensivo di Rovereto, mentre per i successivi nove anni ho diretto il liceo classico “Giovanni Prati”. Infine, quest’anno ho fatto richiesta di venire al liceo linguistico, che, con mio grande entusiasmo, è stata accettata.

E prima di fare la dirigente?

Mi sono laureata in Lettere Classiche a Milano, poi ho avuto l’opportunità di approfondire i miei studi negli Stati Uniti, un’esperienza che mi ha arricchita culturalmente e umanamente.

Qual è stata la prima impressione che ha avuto del nostro liceo?

Sicuramente un’impressione molto positiva. Fin da subito, infatti, sono venuta in contatto con l’ottima organizzazione della scuola e con la forte motivazione per lo studio da parte degli studenti non solo verso le lingue, ma anche nei confronti di un percorso più lungimirante, che possa aiutarli a realizzare i loro desideri per il futuro.

Quali sono le maggiori difficoltà nel gestire la sua posizione?

Personalmente non penso ci siano difficoltà insormontabili nello svolgere la mia carica. Tuttavia è anche vero che, talvolta, gestire tutto l’apparato burocratico in ogni suo dettaglio può risultare un lavoro lungo e molto complesso.

Dopo qualche mese al “Sophie Scholl”, quali consigli darebbe agli studenti?

Inizio dicendo che le lingue sono essenziali per il futuro e spesso si rivelano dei mezzi grazie ai quali è possibile trovare un lavoro che dà molte soddisfazioni. Inoltre, il fatto di studiare una terza lingua amplia notevolmente gli orizzonti degli studenti, favorendo così l’apertura di molte professioni. A questo proposito, consiglio vivamente di fare più certificazioni linguistiche possibili, a partire dal DSD. Esso, infatti, agevola l’accesso alle università tedesche ed è un diploma straordinario, che permette di venire a contatto con una cultura differente e di collaborare con il mondo germanico. Dopotutto, il Trentino è una sorta di cerniera tra il Sud e il Nord Europa, una condizione che deve essere sfruttata appieno.

Pertanto, sono dell’opinione che studiare all’estero sia un’occasione unica, da cogliere sempre, poiché viaggiare e conoscere culture differenti sono due aspetti che permettono di diventare veri e propri cittadini del mondo.

Al di fuori della scuola, che cosa la appassiona?

Amo studiare, infatti considero lo studio come un grande piacere, specialmente negli ambiti di mio interesse. Ad esempio, nutro una grande passione per l’archeologia, in particolare per quella che permette di avvicinarsi alla bellezza della cultura.

Inoltre mi diletto anche nello studio delle lingue straniere. Da un po’ di tempo, infatti, ho ripreso a studiare l’Inglese e aspiro a diventare più ferrata nella lingua tedesca.

Quali sono i suoi desideri per il 2020?

Ho principalmente due desideri. Il primo è che il “Sophie Scholl” diventi ancora più internazionale, rendendo così gli scambi culturali più accessibili e frequenti. Il secondo, invece, riguarda l’organizzazione della scuola. Tuttavia non voglio rivelare troppi dettagli, poiché mi piacerebbe che fosse una sorpresa per tutti gli studenti.

Anna Tramarini