Trotula: una donna medico nell’Età di Mezzo

Questo nome potrebbe non essere noto a molti, ma Trotula è stata in realtà una figura importante per la nascita della ginecologia ed ostetricia come scienze mediche. Siamo agli inizi dell’anno 1000, agli inizi del Basso Medioevo.

Trotula nasce a Salerno dalla famiglia nobile dei de Ruggero. Purtroppo non si hanno molte notizie di questa grande donna. Sappiamo però che ebbe la possibilità di frequentare l’Università medica di Salerno, la più qualificata e rinomata del tempo. Solo dopo aver condotto questi studi Trotula entrò a fare parte delle Mulieres Salernitanae: cioè il gruppo di donne che frequentarono la medesima università e si distinsero per la loro bravura in campo di studi medici legati alla sfera femminile.

Solamente 40 anni fa venne recuperato un codice appartenente all’Universidad de Madrid del 13° secolo, il quale racchiudeva testi di medicina salernitana, tra questi vi trovarono anche i trattati ed opere di Trotula.

Ma di cosa si occupò realmente la mulier salernitana?

Trotula scrisse due opere molto importanti, la meno prestigiosa intitolata “De ornato mulierum”, anche chiamato Trotula minor, tratta principalmente di consigli di bellezza per la donna e altrettanti consigli per mantenere il corpo sano e privo di malattie. In questo Trotula si concentra maggiormente sull’estetica, dunque esalta il suo lato da estetista e la sua attenzione per il corpo femminile.

Il secondo invece divenne di grande fama ed essenziale sempre per lo studio del corpo muliebre. Chiamato anche Tritula maior, si intitola “De passionibus ante in et post partum”, questo è un trattato di ostetricia e peuericultura, in cui si dice che le donne sono soggette a dei malanni nelle parti intime, e questo causa sofferenza ma anche grande vergogna quando a visitarle è un medico uomo.

Per questo Trotula sostiene che sia necessario che le donne vengano curate da donne medico che abbiano la medesima esperienza degli uomini ed inoltre non incutano timore alla paziente.

Dunque Trotula si definisce esperta della medicina femminile e pronta a solidarizzare con il sesso femminile. Ma in questo trattato ella dimostra anche la sua grande esperienza e conoscenza, si focalizza sulla fase del parto e, appunto, rivela le sue conoscenze anatomiche frutto di studio e di esperienza.

Riguardo al parto Trotula invita a moltiplicare i bagni della partoriente in acqua, a massaggiarle i fianchi, il ventre e le cosce; consiglia di farla starnutire mediante l’aspirazione di incenso o di pepe, per avviare i premiti esplusivi ecc.

Ma Trotula non scrive solamente riguardo al parto, spiegando la necessità di un medico al fianco della levatrice al momento di fare nascere il feto, ma anche il post-parto per lei è importante.

Oltre alla sua esperienza da medico però ella scrive anche riguardo al crescere il neonato, risaltando così il suo istinto materno. Lo storico del Medioevo Ludovico Gatto, nel suo Le grandi donne del Medioevo, nota la “modernità” di Trotula anche come puericultrice: ella invita a trattare il neonato “con il massimo rispetto e come una persona già in grado di avere una propria volontà… Preservare i suoi movimenti, evitare di costringere le sue membra, le sue gambe, il busto, possono apparire una conquista della più recente medicina dell’età evolutiva e sostanzialmente lo sono; eppure essi trovano un posto preciso nell’opera di Trotula, mentre mezzo secolo fa sarebbero potuti apparire frutto della più completa ignoranza e presunzione”.

Il fatto che Trotula scrivesse in buon latino poteva solo significare che le sue opere erano indirizzate a persone colte che lessero le sue opere , le utilizzarono e divulgarono in tutta Europa.

Di seguito due brani tradotti in italiano, dal Trotula minor:

Le donne di Salerno (…) per truccarsi il viso e le labbra ricorrono a miele raffinato, a cui aggiungono vitalba, cetriolo e un po’ d’acqua di rose. Fa’ bollire tutti questi ingredienti fino a consumarne la metà e con l’unguento ottenuto ungi le labbra durante la notte, lavandole poi al mattino con acqua calda. Questo rassoda la pelle delle labbra e la rende sottile e morbidissima, preservandola da qualsiasi screpolatura; se essa è già screpolata la guarisce. (Trad. di Bertini in Trotula, il medico, cit., p. 116.)

Rimedio alternativo per pulire i denti e renderli bianchissimi: alcune donne sciacquano abitualmente dopo mangiato la bocca con dell’ottimo vino, quindi asciugano e puliscono bene i denti con un panno nuovo di lino; inoltre ogni giorno prendi l’abitudine di masticare del finocchio o ancora meglio del prezzemolo, che in più dà un odore gradevole e pulisce a fondo, così avrai denti veramente bianchi. (303) (Trad. condotta su The Trotula, An english translation of medieval compendium of women’s medicine, cit.)

Caterina Manapace, IIIG